Cercate il bene della vostra città…

Le società liberali mature dovrebbero considerare la vulnerabilità dei propri membri come la fonte etica di un legittimo bisogno assistenziale, attorno a cui far ruotare l’architettura sociale e politica.
P. M.Cattorini

Riappropriarsi del valore della politica attiva significa ridisegnare i contorni sia della partecipazione ma anche della progettualità. L’economia monopolizza le scelte politiche ed esse si riverberano sui cittadini. Chi vota non è più realmente arbitro delle scelte di indirizzo.

L’etimologia del vocabolo deriva dal greco (democratia) è  composto con demos popolo e cratos potere.

In questi tempi nebulosi è facile perdere il senso di partecipazione poiché abbiamo avuto una lunga stagione (troppo lunga) dove le scelte vengono imposte dall’alto e dove il voto viene inficiato da scelte diverse della politica. Anche nelle forme di “scelta diretta”, come i referendum, abbiamo visto nella quasi totalità delle situazioni, il voto ribaltato dal Parlamento. Dobbiamo avere la forza di uscire dalle contingenze oscure del momento. La partecipazione politica non è solo un dovere ma un diritto acquisito e quindi va difeso. L’attivismo politico, su tutti i fronti, è la vera pietra angolare della democrazia. Ogni cittadino è il bastione più ardito e avanzato ed ognuno di noi è il torrione più alto e solido dove la democrazia può avvistare la propria minaccia.

Il governo di un Paese non è una forma di rappresentanza, fra le mille possibili in politica, ma è la spina dorsale per il mantenimento di una giustizia “giusta” e di una coesione sociale che va ben oltre le ghettizzazioni sociologiche, a cui, il potere spesso vuole affidare le proprie tensioni. Il benessere di un Paese, passa attraverso il “ben-essere” dei propri cittadini: questo concetto va ben oltre le speculazioni tecnocratiche ed economiche sul PIL di una nazione. Il “ben-essere” di un cittadino è quando esso si sente partecipe e rappresentato, quando le sue idee possono essere manifestate in libertà e quando le proprie istanze, giuste o sbagliate che siano, vengono ascoltare e rientrano in un processo decisionale organizzato. La squallida impressione che offre la politica odierna è frutto di una scarsa partecipazione attiva. La sacra indignazione prevarica le dimensioni di una sterile protesta e propone modelli e opzioni alternative. La partecipazione è, per ogni cittadino, una forma alta di cultura, il cui mantenimento è affidato a ciascuno di noi e ne è attivamente responsabile.

Concludo con un passaggio biblico contenuto in Geremia 29,7-11

Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare, e pregate il Signore per essa, poiché dal bene di questa dipende il vostro benessere. (…) 11 Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il Signore: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza»

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